Presidente Giavelli, si sarebbe aspettato un risvolto simile da questa pandemia?

“No, ma sfido chiunque ad aver immaginato una situazione che ha dell’incredibile. La guerra è sicuramente peggio, anche se in questo caso non serve nemmeno avere i rifugi antiaerei; in tempo di guerra, non appena sentivi i rumori ti riparavi, ora non avverti alcun rumore ma ti trovi ugualmente sotto le bombe. Ho uno dei miei figli che lavora e abita a Milano; è sceso giù a fine gennaio e poi non è ripartito: alla fine, per la piega che hanno preso le cose, ciò gli ha permesso di trascorrere la fase dell’emergenza in una zona rimasta meno contagiata”.

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